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Tibet e autodeterminazione dei popoli – Le giornate di Convegno.

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29 novembre 2010

Confronto sull’art. 21 della Dichiarazione universale dei Diritti Umani e Civili delle Nazioni Unite” e di altre iniziative a sostegno del processo di democratizzazione del popolo tibetano.

Proposta a cura di Riccardo Zerbetto, Presidente di World Action Tibet, in collaborazione con il prof. Luca Verzichelli, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena

Questa iniziativa rappresenta la Giornata conclusiva del Convegno in oggetto e si presenta quale coerente evoluzione delle iniziative di solidarietà al popolo tibetano realizzatesi negli ultimi due anni su proposta della Associazione World Action Tibet Italia con il sostegno della Provincia di Siena e la partecipazione di Università degli Studi di Siena e, Associazione Italia-Tibet.

1.    Nel 2008: Conferenza su TIBET E DIRITTI UMANI. Una riflessione a 60 anni dalla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite tenutasi il 10 dicembre nel Palazzo della Provincia a Siena in sostegno ai processi di democratizzazione del Governo tibetano in esilio con la partecipazione del poeta patriota Tenzin Tzundue e di Chime Youngdoung presiedente del National Democratic Party of Tibet;

2.    Nel 2009, dal 9 al 27 settembre, con il seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” con la partecipazione di 15 studenti/laureati in scienze politiche in esilio presso facoltà dell’India e fortemente impegnati nel processo di democratizzazione del Tibet con l’obiettivo di fornire strumenti conoscitivi come stimolo per la costruzione di percorsi decisionali ispirati ai principi del diritto di espressione e di rappresentanza democratica sancita dalla Dichiarazione dei Diritti Umani e Civili dell’ONU. L’iniziativa ha previsto una serie di incontri con docenti e studenti universitari, rappresentanti di amministrazioni regionali, provinciali e cittadine, esperti in tema di diritti umani e norme costituzionali e associazioni di sostegno al principio di autodeterminazione del popolo tibetano che si sono svolti prevalentemente a Siena, ma anche in altre città italiane con la partecipazione di Università di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, Provincia autonoma di Bolzano, Comune di Bologna e di Venezia.

3.    Convegno internazionale su “Tibet e diritto alla autodeterminazione dei popoli” sancito dall’art 21 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani e Civili” tenutosi nei giorni 19 e 20 novembre 2010 che ha rappresentato un’occasione per  fare il punto su alcuni temi di vitale importanza sui temi in oggetto quali: significato ed estensibilità alla situazione tibetana del Principio già applicato in 80 paesi che nell’ultimo cinquantennio dono stati de-colonizzati ed hanno riconquistato la sovranità nazionale; potenzialità e limiti della coincidenza nella figura del Dalai Lama tra leadership politica e religiosa; considerazioni sulla politica del dialogo con la Cina (o middle-way) a 25 anni di esperienza; riflessioni sul Tibetan Uprising Movement e la Marcia di ritorno in Tibet; attualità della Rangzen Alliance e la rivendicazione alla decolonizzazione e alla indipendenza; processi di democratizzazione dell’attuale Governo tibetano in esilio (Kashag).

La partecipazione di Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet e di Shingza Rimpoche, uno dei lama più rappresentativi sul fronte della rivendicazione della perduta indipendenza del Paese delle nevi, non hanno potuto avere luogo a causa del mancato rilascio da parte dell’Ambasciata italiana del visto per l’imbarco nonostante le molte sollecitazioni e l’invio della documentazione richiesta.

Grazie al confronto di idee, reso possibile anche attraverso un significativo scambio attraverso mezzi informatici e di cui si allegano alcuni contributi significativi, è stato possibile dare concretezza progettuale allo scopo già identificato come obiettivo precipuo del Convegno e consistente nel promuovere iniziative di sensibilizzazione affinché la popolazione tibetana in esilio sia messa in condizione, oltre che di eleggere i propri rappresentanti del governo in esilio nel marzo del 2011, di esprimere la propria opzione tra richiesta di autonomia o d’indipendenza attraverso un opinion poll il cui schema viene allegato di seguito.

Sede del Convegno: Facoltà di Scienze Politiche

Aula Bonci, Auditorium, Via Mattioli 10 in Siena.

2 dicembre 2010 – ore 15,00

Presenteranno la ricerca attraverso la Opinion poll: Riccardo Zerbetto, Presidente di World Action Tibet,  il prof. Luca Verzichelli, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena e Pierangelo Isernia, Docente di Relazioni internazionali e Responsabile del Centre for the Study of Political Change (CIRCaP) dell’Università di Siena.

Verrà letta in premessa la relazione introduttiva su: Via di Mezzo e Rangzen, due proposte tibetana a confronto di Piero Verni, giornalista esperto di storia del Tibet.

Sono invitati alla presentazione e discussione del documento:

Rappresentanti degli Enti Promotori

Simone Bezzini, Presidente della Provincia di Siena e Gabriele Berni, Assessore alla Cooperazione della Provincia di Siena.

Esperti in Diritti civili e legislazione internazionale che già hanno dato il loro contributo in occasione del seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” tenutosi nel 2009:

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena

Riccardo Pisillo Mazzeschiprof. di Diritto Internazionale, Università di Siena e già rappresentante dell’Italia al Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite

Prof.ssa Alessandra Viviani, Centro sui Diritti umanidell’Università di Siena

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena, ricercatore di Diritto Internazionale, Università di Roma Tre

Angela Movileanu, ricercatrice CIRCaP

Rappresentanti della Comunità tibetana

Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet (previa conferma della possibilità di ottenere il visto)

Kalsang Dolkar,Presidente della Comunità tibetana in Italia

Tenzin Khando Presidente della sezione italiana della Tibetan Women Association

Topgyal Gontese, rappresentante del NDTP-Italia

Esperti e cultori della materia:

Claudio Cardelli, Presidente della Associazione Italia-Tibet o suo rappresentante

Tony Brandi, Presidente della Laogai Foundation, Italia o suo rappresentante

Manfred Manera, giornalista e documentarista

Verrà letta in premessa la relazione introduttiva su: Via di Mezzo e Rangzen, due proposte tibetane a confronto diPiero Verni, giornalista ed esperto di storia del Tibet

Sono invitati alla presentazione e discussione del documento:

Rappresentanti degli Enti Promotori

Simone Bezzini, Presidente della Provincia di Siena e Gabriele Berni, Assessore alla Cooperazione della Provincia di Siena.

Esperti in Diritti civili e legislazione internazionale che già hanno dato il loro contributo in occasione del seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” tenutosi nel 2009:

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena

Riccardo Pisillo Mazzeschiprof. di Diritto Internazionale, Università di Siena e già rappresentante dell’Italia al Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite

Prof.ssa Alessandra Viviani, Centro sui Diritti umanidell’Università di Siena

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena, ricercatore di Diritto Internazionale, Università di Roma Tre

Angela Movileanu, ricercatrice CIRCaP

Rappresentanti della Comunità tibetana

Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet (previa conferma della possibilità di ottenere il visto)

Kalsang Dolkar,Presidente della Comunità tibetana in Italia

Tenzin Khando Presidente della sezione italiana della Tibetan Women Association

Topgyal Gontese, rappresentante del NDTP-Italia

Esperti e cultori della materia:

Claudio Cardelli, Presidente della Associazione Italia-Tibet o suo rappresentante

Tony Brandi, Presidente della Laogai Foundation, Italia o suo rappresentante

Manfred Manera, giornalista e documentarista

20 novembre 2010

Confronto sull’art. 21 della “Dichiarazione universale dei Diritti Umani e Civili delle Nazioni Unite” e di altre iniziative a sostegno del processo di democratizzazione del popolo tibetano.

Proposta a cura di Riccardo Zerbetto, Presidente di World Action Tibet, in collaborazione con il prof. Luca Verzichelli, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena.

Questa iniziativa si presenta quale coerente evoluzione delle iniziative di solidarietà al popolo tibetano realizzatesi negli ultimi due anni su proposta della Associazione World Action Tibet Italia con il sostegno della Provincia di Siena e la partecipazione di Università degli Studi di SienaAssociazione Italia-TibetConsiglio della Regione Toscana, e Comune di Siena.

  1. Nel 2008: Conferenza su TIBET E DIRITTI UMANI. Una riflessione a 60 anni dalla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite tenutasi il 10 dicembre nel Palazzo della Provincia a Siena in sostegno ai processi di democratizzazione del Governo tibetano in esilio con la partecipazione del poeta patriota Tenzin Tzundue e di Chime Youngdoung presiedente del National Democratic Party of Tibet;
  2. Nel 2009, dal 9 al 27 settembre, con il seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” con la partecipazione di 15 studenti/laureati in scienze politiche in esilio presso facoltà dell’India e fortemente impegnati nel processo di democratizzazione del Tibet con l’obiettivo di fornire strumenti conoscitivi come stimolo per la costruzione di percorsi decisionali ispirati ai principi del diritto di espressione e di rappresentanza democratica sancita dalla Dichiarazione dei Diritti Umani e Civili dell’ONU. L’iniziativa ha previsto una serie di incontri con docenti e studenti universitari, rappresentanti di amministrazioni regionali, provinciali e cittadine, esperti in tema di diritti umani e norme costituzionali e associazioni di sostegno al principio di autodeterminazione del popolo tibetano che si sono svolti prevalentemente a Siena, ma anche in altre città italiane con la partecipazione di Università di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, Provincia autonoma di Bolzano, Comune di Bologna e di Venezia. Hanno dato il loro sostegno anche altri enti e associazioni di sostegno alla causa tibetana, come Associazione Italia-Tibet, National Democratic Party of Tibet-Italy, Laogai Research Foundation e Comunità tibetana in Italia.
  3. Convegno internazionale su “Tibet e diritto alla autodeterminazione dei popoli” sancito dall’art 21 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani e Civili”previsto nei giorni 19 e 20 novembre 2010 che consenta di fare il punto su alcuni temi di vitale importanza sui temi in oggetto quali: significato ed estensibilità alla situazione tibetana del Principio già applicato in 80 paesi che nell’ultimo cinquantennio dono stati de-colonizzati ed hanno riconquistato la sovranità nazionale; potenzialità e limiti della coincidenza nella figura del Dalai Lama tra leadership politica e religiosa; considerazioni sulla politica del dialogo con la Cina (o middle-way) a 25 anni di esperienza; riflessioni sul Tibetan Uprising Movement e la Marcia di ritorno in Tibet; attualità della Rangzen Alliance e la rivendicazione alla decolonizzazione e alla indipendenza; processi di democratizzazione dell’attuale Governo tibetano in esilio (Kashag).

Si prevede la partecipazione di Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet e di Shingza Rimpoche, uno dei lama più rappresentativi sul fronte della rivendicazione della perduta indipendenza del Paese delle nevi, oltre a eminenti esperti in Diritto Internazionale e Diritti Umani.

Non si escludono iniziative collaterali, sotto forma di satellite meetings in altre città italiane, come Roma, Firenze, Bologna, Venezia e Milano dove già si sono svolte nel 2009 iniziative collegate alla Seminario su un Modelli di democrazia e partecipazione con il sostegno di università e amministrazioni comunali e provinciali.

Il Convegno si propone altresì di promuovere iniziative di sensibilizzazione affinché la popolazione tibetana (se non all’interno almeno all’esterno del Tibet) sia messa in condizione, oltre che di eleggere i propri rappresentanti del governo in esilio nel marzo del 2011, di esprimere la propria scelta tra richiesta di autonomia o d’indipendenza attraverso un opinion poll.

Sede del Convegno: Facoltà di Scienze Politiche

Aula Bonci, Auditorium, Via Mattioli 10 in Siena.

19 novembre 2010

9:30 Saluto delle Autorità

Simone Bezzini, Presidente della Provincia di Siena*

Prof. Enrico Cheli, Prorettore per la pace e la cooperazione dell’Università di Siena*

Lorenzo Garibaldi, Assessore alla Pace del Comune di Siena*

10:00-12:30 Relazioni introduttive ai lavori congressuali

Coordina: Marcello Flores, docente di Diritti Umani presso l’Università di Siena*

Costruire alleanze a sostegno della democrazia e della difesa dei diritti umani.Prof. Luca Verzichelli, Preside di Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Siena.

Il ruolo delle università a sostegno della difesa dei Diritti Umani. Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena*

Il diritto all’auto-determinazione dei popoli e il diritto alla democrazia nell’ordinamento internazionale. Riccardo Pisillo Mazzeschiprof. di Diritto Internazionale, Università di Siena e già rappresentante dell’Italia al Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite*

Quali competenze dell’International Court of Justice (ICJ) e quali azioni possibili sul Security Council (SC) a difesa dei Diritti Umani in Tibet? Prof.ssa Alessandra Viviani, Centro sui Diritti umanidell’Università di Siena*

The United Nations and the Protection of Human Rights: the Human Rights Council, history and perspectives. Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena, ricercatore di Diritto Internazionale, Università di Roma Tre*

Gli strumenti per dare la voce ai cittadini. Pierangelo Isernia, Docente di Relazioni internazionali, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Siena*

Processi di indipendenza/autonomia in altri contesti geopoliticiAngela Movileanu, ricercatrice CIRCaP

12:30 Conferenza stampa. Introduce Gabriele Berni, Assessore alla Cooperazione della Provincia di Siena.

Partecipano i Relatori*

13:00-14:00 Pausa pranzo

14:30-18:30

E’ pura utopia impegnarsi per un Tibet indipendente e una Cina democratica? Riccardo Zerbetto, Coordinatore di World Action Tibet

Il processo di democratizzazione della comunità tibetana in esilio tra passato e prospettive future. Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet

La richiesta emergente dai monaci tibetani per un’indipendenza perduta. Shingza Rimpoche

Via di Mezzo e Rangzen, due proposte tibetane a confronto. Piero Verni, giornalista ed esperto di storia del Tibet

La posizione della Comunità tibetana in Italia. Topgyal Gontese, rappresentante del NDTP-Italia, Kalsang Dolker, Presidente della Comunità tibetana in Italia*

La storia trentennale di solidarietà dell’Italia al popolo tibetano. Claudio Cardelli, Presidente della Associazione Italia-Tibet

Oltre mille campi di lavoro forzato in Cina e altri aspetti di una società antidemocratica. Tony Brandi, Presidente della Laogai Foundation, Italia*

La Marcia di ritorno in Tibet tra evento simbolico e reale. Manfred Manera, giornalista e documentarista

Dibattito conclusivo con esame della proposta d’invio di una mozione al Governo tibetano in esilio per associare alla consultazione elettorale del marzo 2011 un opinion poll su richiesta di autonomia o indipendenza dalla Cina e rimando alla mattinata del giorno successivo – con inizio alle ore 9,30, Facoltà di Scienze Politiche, Aula Bonci, Auditorium, Via Mattioli 10 in Siena – per la definizione delle iniziative concrete da assumere a conclusione dei lavori congressuali.

20:00 Cena-buffet offerta dal Comune di Siena (in Palazzo pubblico)

21:00 Proiezione di filmati sulla Marcia di Ritorno in Tibet

Segue dibattito aperto tra studenti tibetani, Relatori, studenti dell’Università di Siena e cittadinanza.

7 settembre 2009

PROGRAMMA DEL SEMINARIO SU “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” PER STUDENTI TIBETANI IN ESILIO
10 al 27 settembre 2009

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
Il seminario è rivolto a 15 tibetani in esilio e studenti/laureati in scienze politiche in facoltà dell’India fortemente impegnati nel processo di democratizzazione del Tibet. L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti strumenti conoscitivi dell’esperienza democratica italiana che fungano da stimolo/esempio per la costruzione di percorsi orientati verso lo sviluppo di modalità decisionali che si ispirino alla principi del diritto di espressione e di rappresentanza democratica sancita dalla Dichiarazi0one dei Diritti umani e civili dell’ONU.

L’iniziativa prevede una serie di incontri con docenti e studenti universitari, rappresentanti di amministrazioni regionali, provinciali e cittadine, esperti in tema di diritti umani e norme costituzionali e associazioni di sostegno al principio di autodeterminazione del popolo tibetano.

Coordinano Riccardo Zerbetto, presidente di World Action, Tibet-Italia (WAT) e Chime Youngdung Presidente del National Democratic Party of Tibet(NDPT)

Promuove l’iniziativa la Associazione World Action Tibet con il sostegno della Provincia di Siena e la partecipazione di: Consiglio della Regione ToscanaUniversità degli studi di Siena e di Milano, Facoltà di Scienze politiche, Provincia autonoma di BolzanoComune di Siena e Venezia ed altri enti e associazioni di sostegno alla causa tibetana, come Associazione Italia-TibetNDPT Italia Laogai Research Foundation e Comunità tibetana in Italia.

L’iniziativa si inserisce nel sostegno ai processi di democratizzazione del Governo tibetano in esilio già dato dall’Università degli studi di Siena, dal Consiglio della Regione Toscana e dal Comune di Siena con il sostegno economico fornito dalla Provincia di Siena che, congiuntamente, già patrocinarono la Conferenza su: TIBET E DIRITTI UMANI. Una riflessione a 60 anni dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite tenutasi il 10 dicembre 2008 in collaborazione con World Action Tibet e Associazione Italia-Tibet.

Tra i temi affrontati: Potenzialità e limiti della coincidenza nella figura del Dalai Lama tra leadership politica e religiosa. Considerazioni sulla politica del dialogo con la Cina (o middle-way) a 25 anni di esperienza. E’ possibile ottenere reali spazi di autonomia con il centralismo democratico dell’attuale regime cinese? Il Tibetan Uprising Movement e la Marcia di ritorno in Tibet. Rangzen Alleance e la rivendicazione alla decolonizzazione e alla indipendenza Processi di democratizzazione dell’attuale Governo tibetano in esilio (Kashag).

Il Seminario rappresenterà del pari l’occasione per verificare la possibilità di avviare un progetto di collaborazione tra Università italiane – sono in corso avanzato contatti con l’Università di Siena, Roma Tre, Luiss , Firenze e Venezia e Statale di Milano – ed indiane sui temi dei Diritti Umani con particolare riferimento ai temi in oggetto.

PROGRAMMA DEL SEMINARIO ROMA:

Giovedì 10.9.09 ore 15 – 18,30   Università Roma Tre
Tema: Libertà di pensiero, di religione e di espressine (art. 18 e 19 della Univ. Declarat Human Rights). Autorità politica e autorità religiosa. Dai regimi teocratici a quelli democratici (per problemi organizzativi l’incontro non ha potuto avere luogo)

Venerdì 11.09.09 ore 11   Università LUISS
INCONTRO TRA STUDENTI ITALIANI E TIBETANI IN ESILIO.

Introduce Prof Cattania vice-presidente di Laogai Foundation
Partecipa: Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet
introduce Riccardo Zerbetto, coordinatore di Wolrd Action Tibet-Italia

Ore 15,30 PONTIFICIA UNIVERSITA’ GREGORIANA, Piazza della Pilotta 4 – Roma
Gianfranco Ghirlanda, Preside dell’Università Pontificia: I patti lateranensi e le relazioni tra Stato laico e autorità religiosa.
Introduce: Ilaria Morali, docente dell’ Istituto di Studi Interdisciplinari su Religioni e Culture

Ore 21 Tibetan Culture Show presso il Teatro del Testaccio.

PROGRAMMA DEL SEMINARIO A SIENA:

TEMA: IL DIRITTO ALLA DEMOCRAZIA E ALLA AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI (art 21 della UDHR)

Lunedì 14 PROVINCIA DI SIENA, Piazza del Duomo
Ore 11 Saluto del Presidente della Provincia di Siena Simone Bezzini
Intervengono: Gabriele Berni, Assessore alla Cooperazione
Fausto Bertoncini per il Forum Cooperazione
Presentano il Seminario Riccardo Zerbetto, Coordinatore di World Action Tibet e Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet
Conferenza stampa

ore 15 UNIVERSITA’ DI SIENA, FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE Aula Bonci, biblioteca del Circolo Giuridico,Via Mattioli 10
Introduce il Preside di Facoltà, Prof. Luca Verzichelli

Partecipa: Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet
Introduce Riccardo Zerbetto, Coordinatore di World Action Tibet

ore 16 – 18 Prof.ssa Alessandra Viviani , Centro sui diritti umani: International Human Rights Law and its Effects on Domestic Legal Systems

Martedì 15
Ore 10 – 13 Angela Movileanu, ricercatrice CIRPAC: processi di indipendenza/autonomia nell’area ex URSS
Ore 16 – 17 Riccardo Pisillo MazzeschiIl diritto all’autodeterminazione dei popoli ed il
diritto alla democrazia nell’ordinamento internazionale

Mercoledì 16
Ore 10 – 11 prof.ssa Alessandra Viviani , Centro sui diritti umani
Ore 11 – 13 prof. Giulio Bartolini, Docente di Diritto internazionale umanitario, Università di Siena, ricercatore di Diritto internazionale, Università di Roma Tre: The United Nations and the Protection of Human Rights: the Human Rights Council.

Ore 15 –16 Prof. Enrico Cheli Ch.mo Prof. Enrico Cheli, Prorettore per la pace e la cooperazione
Dell’Università di Siena
16 17,30 Pietro del Zanna, Associazione Alexander Langer. A. Langer: una testimonianza di convivenza e di lotta non violente per la coesistenze di diverse etnie

17,30 Incontro conclusivo degli studenti tibetani con gli studenti dell’Università di Siena

Giovedì 17
Ore 10 – 11 Lorenzo Garibaldi, Saluto Assessore alla Pace del Comune di Siena. Visita al Palazzo pubblico e museo civico

PALAZZO PATRIZI,Via di Città: Ore 15–17 Conferenza pubblica con Lobsang Sangay,
della East Asian Legal Studies Program, Harvard Law School e
Ore 18-19,15: Tibetan Culture Show aperto al pubblico coordinato da Topgyal Gontese, rappresentante del NDTP-Italia

Venerdì 18, Forum Cooperazione di Fontebranda, 95
Ore 10 – 12 On. Franco Ceccuzzi, parlamentare
Ore 12 – 13 Dr. Lobsang Sangay, LL.M., S.J.D. Senior Fellow at the East Asian Legal Studies Program, Harvard Law School

Ore 15 – 17 Fiorenza Anatrini: politiche di genere e pari opportunità

PROGRAMMA DEL SEMINARIO FIRENZE:

LUNEDI’ 21 settembre 2009 – Consiglio della Regione Toscana, Via Cavour n. 4 – Firenze
Ore 10.00
 Sala del Gonfalone
Incontro con rappresentanti del Consiglio della Regione Toscana
TEMA: Democrazia e partecipazione: “Il modello toscano”

Introduce: Riccardo Zerbetto, Coordinatore di World Action Tibet
Intervengono:
Alessandro Starnini, Vice Presidente del Consiglio regionale
Severino Saccardi, Consigliere regionale
Alessandro Antichi, Consigliere regionale
Chime Youngdung, Presidente del National democratic Party of Tibet

Ore 15.30 Sala Gigli
TEMA: La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” (Carta di Nizza)

Intervengono:
Prof. Giuseppe Vettori, costituzionalista esperto di Europa e Diritto Europeo
Avv. Paolo Solimeno, Coordinatore dei Giuristi Democratici di Firenze e coordinatore del Comitato per la Difesa della Costituzione.

PROGRAMMA DEL SEMINARIO A BOLZANO:

Mercoledì 23.09.09 IstitUto sui diritti delle minoranze e Provincia autonoma di Bolzano. EURASIA‐net project (Europe‐South Asia Exchange on Supranational (Regional) Policies and Instruments for the Promotion of Human Rights and the Management of Minority Issues), financed under the FP7 Programme of the European Commission (216072).

TEMA: TUTELA DELLE MINORANZE. STATO CENTRALE E AUTONOMIE LOCALI
Introduce Gunther Cologna, past president della Associazione Italia-Tibet
Partecipa: Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet

10.30 Günther Rautz Introduction and overview of the EURASIA‐Net project
Thomas Benedikter, Definition of autonomies and overview of working autonomies
Karl Kössler or Karina Zabielska Cultural autonomy in Estonia

14.30 Benedikt Harzl, Autonomies in South East Europe
Sergiu Constantin, South Tyrol and some remarks to the Szekler in Romania

PROGRAMMA DEL SEMINARIO A VENEZIA:

GIOVEDI’ 24.09.09
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI VENEZIA E DELLA PROVINCIA DI VENEZIA
Ore 11 Renato Boraso – Presidente Consiglio Comunale Venezia
Luana Zanella – Assessore alla Pace Comune di Venezia
Michele Bortoluzzi: World Action Tibet, Pres. Comitato d’Onore per la cittadinanza onoraria al Dalai Lama
Ore 12,30 Conferenza stampa
Ore 15 FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE DELL’UNIVERSITA’ DI VENEZIA
Incontro tra gli studenti tibetani e italiani della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Venezia
Introduce il Magnifico Rettore

PROGRAMMA DEL SEMINARIO A MILANO:

VENERDì 25.09.09
ore 16 UNIVERSITA’ STATALE, FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE
, Via Conservatorio 7
Associazione universitaria Valori e Merito
TEMA: IL DESTINO DEL TIBET NELLO SCENARIO GEOPOLITICO E MACROECONOMICO DEL PIANETA (art 23 della UDHR)
Rodolfo RagionieriRendimento finanziario e processi di democratizzazione
Michele Capaccioli, presidente dell’Ass. Valori e Merito Poteri forti e globalizzazione economica
Claudio Cardelli, pres. di Italia-Tibet
Piero Verni, giornalista e co-fondatore di Italia-Tibet
Partecipa: Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet
Introduce Riccardo Zerbetto, Coordinatore di World Action Tibet

SABATO 26.09.09

ore 11  Incontro con i Soci delle Associazioni WorldAction Tibet e Italia Tibet

Ore 13 INCONTRO CON LA COMUNITA’ TIBETANA IN ESILIO IN ITALIA
con Thupten Gashon, presidente della Comunità tibetana in Italia e
Chime Youngdung presidente del National democratic Party of Tibet

Ore 21 Tibetan Culture Show a Bresso (Milano)

Tibet e diritti umani

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comune di siena sala consiglio comunale

La Provincia di Siena con l’adesione di: Consiglio della Regione Toscana – Comune di Siena – Università degli studi di Siena ed in collaborazione con: Associazione Italia-Tibet – World Action Tibet

promuove una tavola rotonda sul tema: TIBET E DIRITTI UMANI
Una riflessione a 60 dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo
da parte delle Nazioni Unite (10 dicembre 1948)

10 dicembre 2008, ore 17 – 20 presso la Sala Consiliare della Provincia di Siena (Piazza del Duomo)

Come valutare l’impatto della Dichiarazione universale dei Diritti Umani a 60 anni dalla sua solenne proclamazione guardando alla situazione del Tibet, che di lì a poco veniva occupato militarmente?

A circa un ventennio dalla proposizione della “Via di mezzo” da parte del Dalai Lama nella quale si prefigurava una autonomia del Paese delle nevi che ne tutelasse la millenaria tradizione culturale e spirituale, si osserva un progressivo cambiamento di strategia, anche a seguito della brutale repressione dei moti insurrezionali del marzo di quest’anno e dell’avvio del Tibetan People Uprising Movement (Movimento di insurrezione del popolo tibetano) che ha avviato la Marcia di ritorno in Tibet. A capo di tale Movimento stanno in particolare i giovani tibetani che si riconoscono in cinque associazioni di cui il National Democratic Tibetan Party (Partito Nazionale Democratico Tibetano) e lo Youth Tibetan(il Congresso Tibetano dei Giovani) rappresentano le forze più attive nel reclamare, senza mezzi termini, il principio di autodeterminazione dei popoli sancito dalla Dichiarazione dei Diritti umani e quindi la indipendenza del Tibet. Congress

A seguito del sostanziale fallimento della politica di “dialogo” tra Partito comunista cinese e il Governo tibetano in esilio, di cui lo stesso Dalai Lama ha preso atto in dichiarazioni recenti, si assiste alla ricerca di una nuova strategia che è stata oggetto di intense consultazioni tra gli organismi tibetani in esilio nell’incontro tenutosi a Dharamsala in India dal 17 al 27 novembre 2008 e le cui conseguenze non tarderanno a rendersi evidenti.

Su questi temi di grande importanza ed attualità relazioneranno:

Tenzin Tzundue, poeta e attivista del Movimento di insurrezione del popolo tibetano e

Chemey Youngdrung presidente del National Democratic Party of Tibet

Seguirà un dibattito con la partecipazione di:

Severino Saccardi, Consiglio della Regione Toscana e direttore di “Testimonianze”

L’incontro si propone anche la definizione di azioni che in concreto possano essere adottare da parte di coloro che sostengono la lotta del popolo del Tibet per affermare il suo diritto alla autodeterminazione

Sala Consiliare della Provincia di Siena in Piazza del Duomo

10 dicembre 2008, ore 17 – 20

Alle ore 16 verrà proiettato il documentario “On the road to Tibet” di Manfred Manera

Tibet e autodeterminazione dei popoli – Giornata conclusiva del convegno

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Confronto sull’art. 21 della Dichiarazione universale dei Diritti Umani e Civili delle Nazioni Unite” e di altre iniziative a sostegno del processo di democratizzazione del popolo tibetano.

Proposta a cura di Riccardo Zerbetto, Presidente di World Action Tibet, in collaborazione con il prof. Luca Verzichelli, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena

Questa iniziativa rappresenta la Giornata conclusiva del Convegno in oggetto e si presenta quale coerente evoluzione delle iniziative di solidarietà al popolo tibetano realizzatesi negli ultimi due anni su proposta della Associazione World Action Tibet Italia con il sostegno della Provincia di Siena e la partecipazione di Università degli Studi di Siena e, Associazione Italia-Tibet.

1.    Nel 2008: Conferenza su TIBET E DIRITTI UMANI. Una riflessione a 60 anni dalla proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani da parte delle Nazioni Unite tenutasi il 10 dicembre nel Palazzo della Provincia a Siena in sostegno ai processi di democratizzazione del Governo tibetano in esilio con la partecipazione del poeta patriota Tenzin Tzundue e di Chime Youngdoung presiedente del National Democratic Party of Tibet;

2.    Nel 2009, dal 9 al 27 settembre, con il seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” con la partecipazione di 15 studenti/laureati in scienze politiche in esilio presso facoltà dell’India e fortemente impegnati nel processo di democratizzazione del Tibet con l’obiettivo di fornire strumenti conoscitivi come stimolo per la costruzione di percorsi decisionali ispirati ai principi del diritto di espressione e di rappresentanza democratica sancita dalla Dichiarazione dei Diritti Umani e Civili dell’ONU. L’iniziativa ha previsto una serie di incontri con docenti e studenti universitari, rappresentanti di amministrazioni regionali, provinciali e cittadine, esperti in tema di diritti umani e norme costituzionali e associazioni di sostegno al principio di autodeterminazione del popolo tibetano che si sono svolti prevalentemente a Siena, ma anche in altre città italiane con la partecipazione di Università di Milano, Facoltà di Scienze Politiche, Provincia autonoma di Bolzano, Comune di Bologna e di Venezia.

3.    Convegno internazionale su “Tibet e diritto alla autodeterminazione dei popoli” sancito dall’art 21 della Dichiarazione Universale dei diritti Umani e Civili” tenutosi nei giorni 19 e 20 novembre 2010 che ha rappresentato un’occasione per  fare il punto su alcuni temi di vitale importanza sui temi in oggetto quali: significato ed estensibilità alla situazione tibetana del Principio già applicato in 80 paesi che nell’ultimo cinquantennio dono stati de-colonizzati ed hanno riconquistato la sovranità nazionale; potenzialità e limiti della coincidenza nella figura del Dalai Lama tra leadership politica e religiosa; considerazioni sulla politica del dialogo con la Cina (o middle-way) a 25 anni di esperienza; riflessioni sul Tibetan Uprising Movement e la Marcia di ritorno in Tibet; attualità della Rangzen Alliance e la rivendicazione alla decolonizzazione e alla indipendenza; processi di democratizzazione dell’attuale Governo tibetano in esilio (Kashag).

La partecipazione di Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet e di Shingza Rimpoche, uno dei lama più rappresentativi sul fronte della rivendicazione della perduta indipendenza del Paese delle nevi, non hanno potuto avere luogo a causa del mancato rilascio da parte dell’Ambasciata italiana del visto per l’imbarco nonostante le molte sollecitazioni e l’invio della documentazione richiesta.

Grazie al confronto di idee, reso possibile anche attraverso un significativo scambio attraverso mezzi informatici e di cui si allegano alcuni contributi significativi, è stato possibile dare concretezza progettuale allo scopo già identificato come obiettivo precipuo del Convegno e consistente nel promuovere iniziative di sensibilizzazione affinché la popolazione tibetana in esilio sia messa in condizione, oltre che di eleggere i propri rappresentanti del governo in esilio nel marzo del 2011, di esprimere la propria opzione tra richiesta di autonomia o d’indipendenza attraverso un opinion poll il cui schema viene allegato di seguito.

Sede del Convegno: Facoltà di Scienze Politiche

Aula Bonci, Auditorium, Via Mattioli 10 in Siena.

2 dicembre 2010 – ore 15,00

Presenteranno la ricerca attraverso la Opinion poll: Riccardo Zerbetto, Presidente di World Action Tibet,  il prof. Luca Verzichelli, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Siena e Pierangelo Isernia, Docente di Relazioni internazionali e Responsabile del Centre for the Study of Political Change (CIRCaP) dell’Università di Siena.

Verrà letta in premessa la relazione introduttiva su: Via di Mezzo e Rangzen, due proposte tibetana a confronto di Piero Verni, giornalista esperto di storia del Tibet.

Sono invitati alla presentazione e discussione del documento:

Rappresentanti degli Enti Promotori

Simone Bezzini, Presidente della Provincia di Siena e Gabriele Berni, Assessore alla Cooperazione della Provincia di Siena.

Esperti in Diritti civili e legislazione internazionale che già hanno dato il loro contributo in occasione del seminario su: “MODELLI DI DEMOCRAZIA E DI PARTECIPAZIONE” tenutosi nel 2009:

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena

Riccardo Pisillo Mazzeschiprof. di Diritto Internazionale, Università di Siena e già rappresentante dell’Italia al Consiglio sui Diritti Umani delle Nazioni Unite

Prof.ssa Alessandra Viviani, Centro sui Diritti umanidell’Università di Siena

Giulio Bartolini, Docente di Diritto Internazionale Umanitario, Università di Siena, ricercatore di Diritto Internazionale, Università di Roma Tre

Angela Movileanu, ricercatrice CIRCaP

Rappresentanti della Comunità tibetana

Chime Youngdoung, Presidente del National Democratic Party of Tibet (previa conferma della possibilità di ottenere il visto)

Kalsang Dolkar,Presidente della Comunità tibetana in Italia

Tenzin Khando Presidente della sezione italiana della Tibetan Women Association

Topgyal Gontese, rappresentante del NDTP-Italia

Esperti e cultori della materia:

Claudio Cardelli, Presidente della Associazione Italia-Tibet o suo rappresentante

Tony Brandi, Presidente della Laogai Foundation, Italia o suo rappresentante

Manfred Manera, giornalista e documentarista

Manifesto per un Tibet libero

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Il Tibet, fino all’invasione militare da parte della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, era uno stato sovrano con un suo governo, lingua, scrittura, tradizioni culturali, sociali, religiose del tutto proprie e in nessun modo assimilabili a quelle di altri stati. Le Nazioni Unite, in tre risoluzioni successive- 1353 (XIV) del 1959, 1723 (XVI) del 1960 e 2079 (XX) del 1965 – condannarono la grave violazione dei diritti umani richiamando la Cina a rispettare e garantire i diritti umani e le libertà fondamentali del popolo tibetano incluso il diritto alla autodeterminazione

La colonizzazione del Tibet, oltre a provocare più un milione di morti e la distruzione di 6000 templi buddhisti, rappresentò quindi un’aggressione militare che ha prodotto conseguenze disastrose per il popolo tibetano, come la forzata immigrazione di milioni di cinesi con occupazione da parte della burocrazia cinese di tutte le principali cariche politiche, economiche e amministrative all’insegna di un brutale imperialismo.

Il quattordicesimo Dalai Lama fu costretto nel 1951 ad accettare un Accordo in 17 punti per la liberazione pacifica del Tibet che una sua delegazione, peraltro priva di potere decisionale, era stata costretta con la forza a firmare mentre si trovava a Pechino (quindi atto giuridicamente non valido in quanto firmato in condizioni che la diplomazia internazionale definisce come “under duress”). Con la ratifica di quell’accordo il Tibet scompariva quale nazione indipendente ed entrava a far parte della Repubblica Popolare Cinese sia pure in condizioni di particolare autonomia politica, culturale, religiosa ed economica. Dalla fine degli anni ‘80, il Dalai Lama ed il governo tibetano in esilio, hanno rinunciato a rivendicare l’indipendenza del Tibet limitandosi a chiedere una “significativa autonomia” e il rispetto dei diritti civili del popolo tibetano che tuttavia non è mai stata rispettata dal Pechino.

Tale strategia, definita “Via di mezzo” e basata sulla speranza che con le autorità cinesi fosse possibile un dialogo e che questo potesse portare ad un ragionevole compromesso (”accettabile da ambo le parti” nelle parole del Dalai Lama), non ha invece prodotto alcun risultato positivo, stando anche alle sue stesse dichiarazioni in data 25.10.08. Al contrario, la politica dello “strike hard” contro tutte le richieste di autonomia delle minoranze etniche ha comportato una crescente esasperazione delle misure repressive nei confronti di qualsivoglia richiesta di maggiore autonomia. La tattica del “talk talk, fight fight” preconizzata da Mao Tze Dong ha trovato puntuale applicazione in una prassi improntata su lungaggini diplomatiche accompagnate da una spietata repressione. Gli elementi di modernità portati in Tibet dall’occupazione cinese in termini di ospedali, scuole, viabilità, commerci e sfruttamento delle risorse sono godibili in larga misura unicamente dai coloni cinesi mentre alla quasi totalità dei tibetani non è consentito nei fatti l’accesso a questo “sviluppo”. Desta inoltre indignazione la politica di sfruttamento selvaggio delle risorse del paese, della deforestazione sistematica, dello stoccaggio di scorie nucleari e dell’accaparramento del patrimonio idrico del Paese delle Nevi.

Discostandosi da una politica dimostratasi troppo attendista e fiduciosa nella disponibilità al dialogo del Partito Comunista Cinese, il Tibetan People Uprising Movement ha progressivamente raccolto un ampio malcontento della popolazione tibetana sempre più insofferente dell’occupazione del Tibet da parte della Cina e chiede senza mezzi termini l’avvio di un processo di de-colonizzazione del Paese. Il sostegno ad un governo tibetano democratico, rispettoso della grande tradizione spirituale tibetana ma autonomo nell’esercizio delle sue funzioni, radicato nel consenso popolare e in grado di rivendicare apertamente l’inalienabile diritto all’autodeterminazione del popolo tibetano, ci sembra essere l’unica, seppur ardua, prospettiva per la nascita di un nuovo Tibet in accordo anche alla Dichiarazione di Torino (http://www.dossiertibet.it/Forum2007/Forms/AllItems.htm).

Riconoscendo a Sua Santità il Dalai Lama il ruolo di massima autorità spirituale del popolo tibetano, i sostenitori di WAT ritengono tuttavia che la politica del governo tibetano in esilio si sia rivelata, in oltre 20 anni di esperienza, irrealistica di fronte alle pretese di totale annessione del Tibet alla Repubblica popolare cinese. WAT si associa quindi ad Organizzazioni significative della società tibetana come lo Youth Tibetan Congress e il National Democratic Party of Tibet che interpretano una vasta e crescente componente del popolo tibetano che, pur rimanendo sempre all’interno di una logica di rigorosa non violenza, intende confrontarsi criticamente con il governo di Pechino, contestando la legittimità del suo dominio coloniale del Tibet e rivendicando il suo inalienabile diritto alla autodeterminazione.

La grave violazione anche delle più elementari forme di democrazia, l’ostinato rifiuto a missioni di inchiesta dell’ONU, della Croce Rossa o di Amnesty International e la chiusura del Tibet ad ogni forma di testimonianza giornalistica indipendente, pongono la Cina al di fuori del consesso civile di stati che si riconoscono nel diritto internazionale e nell’ideale della pacifica convivenza tra i popoli. Oggi la Cina rappresenta, grazie anche al suo diritto di veto in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il maggior ostacolo al progredire del rispetto dei diritti umani nel mondo. Ne sono testimonianza le 10.000 esecuzioni capitali all’anno comminate senza alcuna tutela legale per il condannato, in coerenza con il sistema legale cinese che sancisce “prima il verdetto, poi il processo”. L’introduzione del reato di “minaccia per la sicurezza sociale” e la conseguente legittimazione ad arresti e procedure di detenzione in regime di “segreto di stato”, privano di fatto gli inquisiti di ogni possibile difesa e li espongono a processi ultrarapidi cui segue spesso l’immediata esecuzione della condanna a morte sovente accompagnata (spesso anche prima del decesso) dall’espianto di organi a sostegno delle spese del sistema sanitario e degli apparati di repressione.

Come cittadini del Mondo che si sentono coinvolti nelle drammatiche vicende del popolo tibetano e considerano anche loro responsabilità la tutela del grande patrimonio spirituale, culturale e ambientale del Tibet ritenendolo tesoro comune dell’intera umanità, intendiamo mobilitarci per una azione globale di solidarietà alla causa tibetana promuovendo una massiccia campagna mediatica e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale attraverso AZIONI DI LOTTA CONCRETA quali:

  1. sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale nei riguardi dei soprusi subiti dal popolo tibetano (conferenze, petizioni, concerti, spettacoli, web sites, mostre, proiezioni,convegni, eventi a forte impatto mediatico dando seguito a quelli messi in atto in occasione delle Olimpiadi), seminari.
  2. contribuire a creare una rete di collegamento e sinergia con altre associazioni aventi analoghi obiettivi a livello italiano, europeo e internazionale promuovendo la diffusione delle iniziative attraverso canali di comunicazione cartacei, digitali, audio-visuali e telematici.
  3. Stimolare il Parlamento Europeo, i governi nazionali e locali a riconoscere il diritto alla autodeterminazione del Tibet nel rispetto delle Risoluzioni dell’ONU che ne ribadiscono l’inalienabile legittimità e a non cedere supinamente al ricatto economico abitualmente minacciato dalla Cina.
  4. diffondere manifesti, pubblicazioni ed altre forme di sensibilizzazione mediatica (come bandiere, indumenti, adesivi etc.) per dare visibilità alla solidarietà con il diritto del popolo del Tibet all’indipendenza.
  5. fornire sostegno alle organizzazioni che si adoperano per dar vita ad un governo tibetano su basi democratiche.
  6. sostenere il processo di decolonizzazione del Tibet da parte della Cina attraverso il ripristino graduale e concordato della sua indipendenza come Paese sovrano.
  7. promuovere iniziative tese ad sostenere il processo di democratizzazione della Cina, dal diritto alla informazione, alla libertà di parola, alla pratica religiosa, alla tutela dei diritti dei lavoratori e alle pari opportunità per le donne cinesi, al diritto di difesa di fronte ad accuse e condanne a morte senza procedimenti legali.
  8. Promuovere e sostenere manifestazioni di forte impatto mediatico come è stato il boicottaggio della inaugurazione dei Giuochi olimpici del 2008 al fine di dare una ampia visibilità alla legittima lotta del popolo tibetano per ottenere quella indipendenza che barbaramente gli è stata sottratta nel 1949 attraverso una invasione militare e conseguenti repressioni dei moti indipendentisti,
  9. Boicottare i prodotti ed i servizi cinesi sino a che la politica di questo Paese non cesserà le sue mire imperialistiche di annessione del Tibet (oltre che del Turkestan orientale e della Mongolia meridionale) inviando fax ed e-mails a comuni cittadini, rappresentanti di governi locali e nazionali, ad ambasciate e consolati cinesi).
  10. chiedere l’abolizione della tortura, il rispetto dei diritti civili e il rilascio dei prigionieri politici, l’arresto immediato dei maltrattamenti dei detenuti in custodia, il traffico degli organi sui condannati, come risulta dal Comitato contro la tortura dell’ONU sulla Cina del novembre 2008.

NESSUN PAESE OCCIDENTALE DA SOLO PUO’ SOTTRARSI AL RICATTO ECONOMICO CINESE, MA UN GRUPPO DI PAESI UNITI AVREBBERO LA FORZA DI FARLO.

SOLO SE LA CINA VALUTERA’ POCO CONVENIENTE, SOPRATTUTTO SOTTO IL PROFILO ECONOMICO E DELLA SUA IMMAGINE NEL MONDO, L’OCCUPAZIONE DEL TIBET RINUNCERA’ AL SUO DOMINIO COLONIALE.

PER EVITARE ALTRO SANGUE E PER DARE SOSTEGNO ALLA LOTTA PER L’ INDIPENDENZA DEL TIBET, CHIEDIAMO A QUANTI SONO SENSIBILI ALLA GIUSTA CAUSA TIBETANA DI DARE UN CONTRIBUTO DI IDEE E DI AZIONI CONCRETE A SOSTEGNO DEL DIRITTO INALIENABILE DEL POPOLO TIBETANO ALLA LIBERTA’ E ALLA AUTODETERMINAZIONE.